SANTA MESSA IN DIRETTA DA SAN BARTOLOMEO IN COMO

OMELIA DI DON GIANLUIGI BOLLINI

Tutte le volte che preghiamo, noi ci rivolgiamo a Dio, entriamo in comunione profonda con lui. In questa domenica però la liturgia ci invita a Guardare a Dio per quello che è: Trinità d’amore, famiglia di persone che si amano. È Gesù stesso che con la sua vita, le sue opere, la sua predicazione ci rivela questo volto di Dio che è comunione di persone, famiglia: Padre, Figlio e Spirito santo che si amano così tanto da essere un solo Dio. Fermiamoci allora oggi a contemplare questo volto di Dio. Ci accorgiamo subito, come le letture che abbiamo ascoltato sottolineano, che non siamo noi, con le nostre pratiche, la nostra preghiera, le nostre buone opere a tentare di entrare in comunione con Dio, ma è lui che vuole parteciparci il suo amore, ancora di più vuole farci entrare nella comunione con lui. Dio ha amato il mondo, ama ciascuno di noi ed entra in dialogo con noi come ha fatto con Mosè. Anzi, lo Spirito santo, dono di Gesù risorto per tutti noi, ci comunica addirittura la vita di Dio e ci fa entrate nel dinamismo della Trinità, che è comunione, amore, servizio reciproco, condivisione. Così si esprime papa Francesco: “Una persona che ama gli altri per la gioia stessa di amare è riflesso della Trinità. Una famiglia in cui ci si ama e ci si aiuta gli uni gli altri è un riflesso della Trinità. Una parrocchia in cui ci si vuole bene e si condividono i beni spirituali e materiali è un riflesso della Trinità”. Vogliamo ricordare oggi, anche un beato che 150 anni fa, proprio come in questi giorni, diventava parroco in questa parrocchia di S. Bartolomeo: il Beato Giovanni Battista Scalabrini, divenuto poi Vescovo di Piacenza, maestro di catechesi e padre dei migranti, riflesso dell’amore Trinitario per tante persone che hanno dovuto lasciare la loro casa, la loro terra per emigrare verso terre lontane. Avremmo dovuto iniziare con una concelebrazione con i sacerdoti nativi e passati da questa comunità l’anniversario della nomina a parroco di Scalabrini. Lo facciamo oggi con semplicità, ma anche condividendo questo momento con tante persone che ci stanno seguendo anche da altre comunità. Vorrei cogliere oggi da alcune sue parole pronunciate in un suo viaggio in America, le prospettive concrete sull’umanità della vita trinitaria. Diceva: “Tutti i popoli avranno generazioni numerose, ricche, felici, morali, religiose, le quali pur conservando i caratteri propri della sua nazionalità, saranno strettamente unite. Posso testimoniare l’unione in Dio per Gesù Cristo di tutti gli uomini di buona volontà”. Il grande progetto di Dio Trinità misericordia, che unisce tutti i suoi figli non appiattendo le diversità, ma componendole in armonia. Lasciamoci allora coinvolgere dalla contemplazione del volto di Dio, ma anche diventiamo suoi strumenti per realizzare questo progetto che Dio ha sull’umanità. Concretamente partiamo da quegli atteggiamenti che ci ha suggerito S. Paolo nella seconda lettura: “Siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi”. Il beato Scalabrini ci accompagni in questo cammino

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