Molte persone hanno partecipato all’evento musicale: “6500 suoni per il Duomo” il 22 aprile scorso, per l’annuncio dei prossimi lavori di conservazione degli organi monumentali del Duomo e l’avvio della raccolta fondi collegata.
Una serata densa di musica, racconti, gratitudine e comunità in cui gli interventi degli esperti si sono alternati alle sonorità degli organi monumentali. Il maestro Lorenzo Pestuggia, organista titolare suonerà le musiche dei maestri cappella e degli organisti del duomo di Como dal Barocco al Novecento: Pestalozzo, Ricci, Bossi, Picchi. È stata l’occasione per approfondire la conoscenza del funzionamento e delle infinite sonorità degli organi monumentali, che dal 1441 risuonano nella Cattedrale.
In apertura mons. Flavio Feroldi, arciprete del Capitolo della Cattedrale ha rivolto il saluto ai presenti, evidenziando il significato dell’iniziativa: “Grazie a tutti voi qui presenti questa sera in questo luogo e in questa occasione significativi. Questo è’ un luogo significativo: come Cattedrale per la comunità cristiana che qui si riconosce e vive la sua appartenenza ecclesiale attorno alla cattedra del vescovo di Como il Card. Oscar Cantoni, come Duomo, per la comunità civile tutta che lo riconosce casa tra le case della città, con la sua vocazione culturale, artistica e di accoglienza per i visitatori e i turisti, soprattutto gli studenti, provenienti da tutto il mondo, come Basilica, aperta all’incontro e al confronto tra le varie realtà istituzionali, culturali, imprenditoriali, associative, sociali, dell’istruzione, della comunicazione, della sicurezza, cittadine come ricordano le corporazioni rappresentate sul lato di via Maestri Comacini.
Ma questa sera è anche una occasione significativa, soprattutto per un elemento liturgico di questa chiesa che intendiamo valorizzare e ringiovanire dopo 100 anni, per aiutare i fedeli nella preghiera comunitaria, i cittadini a vivere momenti di elevazione spirituale e i visitatori e i turisti a gustare melodie universali. Grazie a chi ha intuito, pensato, preparato e consentito questa serata che speriamo sia dalla città, come è accaduto per altri iniziative simili, apprezzata nella sua proposta e sostenuta nel suo obbiettivo”.
Tra musica e parole, si sono alternati gli interventi di mons. Simone Piani, maestro delle celebrazioni episcopali e del Capitolo del Duomo su La Cattedrale e gli organi nella città, e di don Nicholas Negrini, maestro di cappella del Duomo di Como in dialogo con Ilic Colzani, organaro restauratore di beni culturali che si sono soffermati su Passato, presente e futuro dell’organo del Duomo: un racconto a due voci. Nel corso della serata è stato rivolto un sentito ringraziamento alla Banca di Credito Cooperativo di Lezzeno e alla Banca di Credito Cooperativo Brianza e Laghi per aver finanziato il primi due lotti dei lavori di conservazione.
Prima dei saluti finali, Valeria Guarisco, componente della Commissione accoglienza del Duomo, è intervenuta sul Valore del dono, sottolineando come il dono non è soltanto un atto di generosità, ma un segno concreto di responsabilità condivisa. “È un modo per dire: questo patrimonio ci sta a cuore, e vogliamo che continui a vivere. Un modo per poter dire che quei 6500 suoni si diffondono tra le volte della cattedrale anche grazie a me, grazie al mio contributo, piccolo o grande che sia”. Ha poi spiegato le modalità di donazione che passano attraverso il portale della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca che supporta così l’iniziativa, al quale si può accedere cliccando qui
A chiudere la serata è intervenuto mons. Ivan Salvadori, vicario generale, Canonico del Duomo: “Il grande Agostino – forse il più grande Padre della Teologia Occidentale – era stato affascinato dalla musica. Ripensando alla sua conversione e rivolgendosi in preghiera al Signore poteva scrivere: «quanto ho pianto ascoltando i tuoi inni e cantici, profondamente commosso dalle voci della tua Chiesa» (Confessioni, IX, 6,14). E proprio alla musica aveva dedicato un trattato che aveva terminato negli anni della maturità [Cf Agostino, De Musica, in OOSA, Dialoghi/2, Roma 19922, 379-707.]. Ad affascinare il vescovo Agostino non era tanto l’armonia che generano i suoni, quanto il fatto che la musica è soprattutto movimento nel quale continuamente si rincorrono note brevi e note lunghe; suoni, ma anche pause e silenzi. Egli aveva capito che un accordo di suoni non è ancora musica. La musica – che è vita – si ha solo quando le singole voci si mettono in movimento, alternandosi e rincorrendosi a vicenda. Per questo un buon musicista deve avere il coraggio di rischiare, di fare evolvere una nota o un accordo iniziale verso qualcosa di nuovo. È quello che hanno fatto anche grandi musicisti che hanno operato a Como, rendendo la nostra città, non solo meta turistica, ma anche città d’arte e di cultura. Penso, in modo particolare, al Maestro Marco Enrico Bossi (di cui abbiamo celebrato l’anno scorso il centenario della morte), al Maestro Luigi Picchi (1899-1970) o a figure più recenti come Mons. Felice Rainoldi (di cui abbiamo ricordato l’anno scorso i dieci anni dalla morte), che ha dedicato buona parte della vita alla ricerca scientifica, liturgica e musicologica. L’opera di questi grandi autori non è morta, ma continua oggi nel lavoro del Maestro di Cappella (d. Nicholas Negrini), dell’organista titolare della Cattedrale (M. Lorenzo Pestuggia) e dei numerosi cantori e musicisti – sono davvero tanti – che, con la loro dedizione, permettono al Duomo di Como di essere un luogo vivo. Infine, non posso che essere grato a tutti coloro che si impegneranno a sostenere i lavori di restauro e conservazione dei monumentali organi del Duomo, strumenti posti al servizio, non solo della città, ma anche del suo vescovo e così – in qualche modo – dell’intera Diocesi, che abbraccia, come sapete, parte della provincia di Como, di quella di Lecco, di Varese, e l’intera provincia di Sondrio. In un’epoca dominata da un numero sterminato di guerre, la musica – in modo particolare quella liturgica – si pone naturalmente anche a servizio della pace. Poiché essa, non è solo movimento – come ricordava Agostino – ma è anche inscindibilmente armonia e bellezza. Grazie a tutti”.








