lunedì
22 Dicembre 2025

Due opere natalizie esposte nelle vetrine del Museo del Duomo

Le vetrine del Museo del Duomo, sotto i portici di Via Maestri Comacini, ospitano dal 23 dicembre due opere pittoriche dal tema natalizio per tutto il periodo delle festività.

Il “Sogno di San Giuseppe” (A.D. 1635/1640) di Carlo Francesco Nuvolone, che torna a splendere grazie al Rotary Club Como Baradello. Si è appena concluso il restauro della tela del pittore milanese attivo da, 1609 al 1669,, vero capolavoro della pittura lombarda del Seicento di grande valore artistico e devozionale. L’intervento conservativo ad opera della restauratrice Laura De Nardi ha consentito di recuperare la raffinata qualità pittorica dell’opera, mettendone in luce la complessa costruzione narrativa e l’intensa atmosfera notturna. Nuvolone traduce in immagini l’episodio evangelico narrato da Matteo (2, 13-14): l’apparizione in sogno dell’angelo a Giuseppe, che lo esorta a fuggire in Egitto per salvare il Bambino dalla persecuzione di Erode. Con un linguaggio colto e suggestivo, il pittore accosta nello stesso spazio l’apparizione angelica e la prefigurazione della fuga, secondo un espediente compositivo di grande fortuna nella pittura tardo-manierista lombarda. La tela restaurata resta eccezionalmente esposta durante le festività natalizie in una delle vetrine del Museo del Duomo, prima del suo rientro nella chiesa dei Santi Agostino e Antonino di Como, sede storica dell’opera. Una collocazione che permette a cittadini e visitatori di ammirare da vicino il dipinto in un periodo particolarmente significativo per il tema rappresentato.

Di tutt’altra epoca e stile è la tela che trova spazio nella vetrina accanto al “Sogno di San Giuseppe”: si tratta della “Natività” di Francesco Santosuosso, pittore contemporaneo, nato nel 1959 a Milano, dove vive e lavora. Santosuosso nella sua Natività ha voluto creare un’ambientazione attuale, come capitava nel passato, quando le opere sulla natività rispecchiavano l’architettura e il design del tempo. Per questo l’autore ha proposto la scena in stile post-moderno. Nel bozzetto su carta ha disegnato lo spazio con un punto di fuga centrale rispettando le regole della prospettiva lineare, e col colore quella aerea. Per disegnare le figure umane ha fatto posare modelli reali: Giuseppe è appoggiato all’albero, da sempre simbolo di tradizione e paternità, e aiuta Maria nella cura del neonato, rispecchiando un ruolo più vicino al padre di oggi.
Tecnicamente ha utilizzato colori ad olio, stucchi e pigmenti naturali e per dare tridimensionalità ad oro, incenso, e mirra, ha inserito gemme e pietre vere, mentre con foglia d’oro e cristalli ha illuminato le stelle  Nella composizione ha citato tre elementi simbolici che riflettono la connessione con la terra e la vita: natura, acqua e animali. Questi ultimi in primo piano ti guardano affermando la loro vicinanza, mentre l’Acqua, simbolo di vita e purificazione, sgorga da una fontana all’interno della grotta. L’esposizione dell’opera di Santosuosso è resa possibile grazie alla collaborazione con la Galleria Rubin di Milano.